Gambia: tra follie e false speranze

La condizione politica del Gambia

In questo articolo vi parleremo del Gambia :tra le follie e le false speranze delle dittature. Per comprendere a pieno l’articolo vi consigliamo di leggere l’ INTRODUZIONE ALLA LEGGE DELLA SHARI’A E AL FIQH.

Gambia: tra follie e false speranze

Yahya Jammeh, presidente e dittatore del Gambia dal luglio 1994 al gennaio 2017.

LE FOLLIE DEL DITTATORE

Yahya  è stato eletto solo  nel 1996 col supporto dei suo partito: l’Alleanza Patriottica per il Riorientamento e la Costruzione

Fortemente criticato dalla comunità internazionale per le sue politiche apertamente in contrasto con i diritti umani e per il suo atteggiamento repressivo verso l’omosessualità. In vari discorsi pubblici ha espresso la propria avversione verso le persone omosessuali promuovendo la loro criminalizzazione e minacce di morte. Alcune delle sue follie :

  • 2007 affermò di poter curare l’Aids con un unguento, ma solo di giovedì.
  • 2009  convinto che streghe e stregoni, soprattutto se mascherati da oppositori politici, abbiano ordito un diabolico complotto contro di lui. Arruola così una brigata di mercenari sciamani: rastrella i villaggi e punisce migliaia di sospetti annebbiandoli con i fumi di una pozione in grado di ucciderli o trasformarli in zombie lobotomizzati. Da vita a un rituale di esorcismo collettivo, arrestando mille persone e costringendole a bere un liquido che ne uccide almeno una cinquantina.
  • Imprigionò e uccise i propri oppositori espellendo i giornalisti stranieri.
  • 2014 modificò il codice penale, prevedendo l’ergastolo per chi si macchiava di omosessualità.
  • Dicembre 2015, durante una conferenza, proclama il Gambia una repubblica islamica, in linea con la religione praticata dalla maggioranza della popolazione, affermando: “Il destino del Gambia è nelle mani di Allah. A partire da oggi il Gambia è uno Stato islamico. Noi saremo uno Stato islamico che rispetterà i diritti dei cittadini”. Diventando così da stato ateo che dava la libertà di culto ad uno stato integralista islamico.

Un delirio dopo l’altro, come la «maledizione» lanciata contro il nuovo presidente Barrow. Il 15 gennaio 2017 suo figlio Habib, di 8 anni, venne sbranato da quattro pittbull e Jammeh si assunse la «paternità» della feroce morte.

TESTIMONIANZE

«Per due mesi migliaia di sfortunati, scelti spesso tra le fila dell’opposizione, subiscono l’olio di ricino allucinogeno. Chi trangugia la pozione oltre a consumarsi tra vomito e diarrea perde il senno, corre a testa bassa contro le mura dei centri di detenzione o cerca di seppellirsi sotto terra. Alcuni muoiono dopo ore o giorni di sofferenza. Altri non si riprendono e si riducono a zombie costretti a vegetare su una stuoia ciondolando la testa e pronunciando frasi sconnesse.»

Tra il 2013 e il 2016 circa 40mila abitanti del Gambia hanno abbandonato il Paese per fuggire alla dittatura di stampo jihadista instaurata dal presidente a vita Yahya Jammeh. Un terzo di questi  è approdato in Italia tentando la «black way», così viene chiamata in Gambia l’avventura migratoria verso il sogno europeo.

LE DIMISSIONI

Il 1º dicembre 2016 ha perso le elezioni presidenziali dopo 22 anni di governo autoritario, contro il candidato dell’opposizione Adama Barrow. Dopo un’iniziale accettazione della sconfitta, il 9 dicembre ha annunciato di non voler riconoscere il risultato a causa di “serie ed inaccettabili anormalità”. Ciò ha scatenato pesanti reazioni contro Jammeh, il quale, se non si fosse dimesso entro il 19 dicembre, avrebbe subito l’attacco militare dell’ECOWAS e il disconoscimento come Presidente da parte dell’Unione africana. Nonostante ciò, il 17 gennaio 2017 ha proclamato novanta giorni di stato di emergenza.

Il 19 gennaio 2017 Barrow ha ugualmente giurato come presidente del Paese. Il 21 gennaio, su minaccia di un intervento militare dei Paesi dell’ECOWAS, Jammeh annuncia alla televisione di Stato la sua decisione di riconoscere Barrow presidente e accetta di andare in esilio. Il 22 gennaio successivo Jammeh parte in esilio verso la Guinea Equatoriale, portando però con sé circa 12 milioni di euro (l’1% del PIL nazionale), oggetti del palazzo presidenziale e svariate auto di lusso.

CAMBIO ROTTA (?)

Oggi però la situazione è cambiata nella nazione africana grande quanto la Basilicata. Il presidente eletto, Adama Barrow, ha firmato accordi economici sia con l’Ue che con la Cina per rimettere in moto l’economia del Paese, trovando un’intesa di massima con Bruxelles per il rimpatrio dei migranti. «Durante la dittatura sono fuggiti soprattutto i giovani – racconta il ministro degli Affari economici Mambury Njie – Abbiamo perso quasi tutta la potenziale forza lavoro. Su una popolazione di poco meno di 2 milioni di abitanti, 40mila profughi rappresentano una percentuale significativa».

Il Gambia, striscia di terra che dall’Oceano Atlantico, come un lombrico, si insinua fino al cuore del Senegal, possiede in questo momento mezzi, strumenti e soprattutto denaro per far ripartire il Paese. Gli anni di Jammeh sono per fortuna soltanto un triste e terribile ricordo.

È vero che, il Gambia è stato la prima nazione a vocazione integralista riconosciuta dal Califfato Islamico e persino dall’Iran. Così come è altrettanto acclarato che il dittatore, ora in esilio in Guinea Equatoriale, si è reso protagonista dei peggiori misfatti.

Sappiamo bene che dal 2019 un pò tutto il mondo si è fermato, come in attesa che la pandemia da Covid-19  si placasse.  Chi elesse il nuovo governatore Adama Barrow lo fece anche per la sua promessa di non ricandidatura. Doveva essere un governo veloce della durata di 3 anni che come scopo promuoveva quello di cancellare decenni di atrocità;  nel 2020, tuttavia, Barrow annuncia che finirà il suo mandato quinquennale rompendo così la promessa fatta.

LA CONDIZONE POLITCA DEL GAMBIA: UNA VITA SOTTO DITTATURA

Il 19 gennaio 2017 Barrow era subentrato a Yahya Jammeh con una promessa: vincere le elezioni e ritirarsi dopo tre anni. Ci ha ripensato però e  nel Gennaio 2020 ha fatto sapere che resterà per completare il suo mandato quinquennale: “così come consente la Costituzione” afferma il suo entourage. 

Questa protesta pacifica è stata sedata con la forza.

TESTIMONIANZE

La Storia di Omar dal Gambia a Lampedusa passando per torture, violenze e fame.

Il profugo -runner

Quei morti “dimenticati” superano nel numero quelli scomparsi nel Mediterraneo. Le angoscianti testimonianze dei sopravvissuti.

I deserti della disperazione

LA CONDIZIONE DELLA DONNA

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PROSTITUZIONE MINORILE

La prostituzione minorile è particolarmente diffusa nell’area di sviluppo turistico, così come a Kololi, Senegambia e Pipeline. Alcune ragazze vengono mandate a fare la prostituta dai genitori per mantenere le loro famiglie.

In Gambia, le ragazze e, in misura minore, i ragazzi sono vittime del traffico sessuale. Bambini provenienti da paesi dell’Africa occidentale, principalmente Senegal, Sierra Leone, Liberia, Ghana, Nigeria, Guinea, Guinea-Bissau e Benin, vengono reclutati per lo sfruttamento sessuale commerciale in Gambia. La maggior parte di queste vittime è sottoposta a sfruttamento sessuale da parte dei turisti sessuali, principalmente da Gran Bretagna, Germania, Scandinavia, Paesi Bassi e Canada.

Negli ultimi anni, i trafficanti del sesso ospitano sempre più turisti minorenni in residenze private al di fuori delle aree turistiche commerciali della capitale, Banjul , rendendo il crimine più difficile da individuare per le forze dell’ordine. I trafficanti avrebbero sfruttato ragazzi e ragazze della Sierra Leone come “ballerini culturali” in Gambia. Gli osservatori ritengono che le reti di traffico sessuale organizzato utilizzino le agenzie di viaggio europee e del Gambia per promuovere il turismo sessuale minorile.

Diritti solo su carta

Tutto questo accade anche se il governo ha ratificato  Convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia  il 3 agosto 1990 Carta Africana sui diritti e benessere dell’ infanzia nel settembre 2000, che impone al governo di proteggere i bambini dagli abusi sessuali sui minori. Questa sorta di “turismo” non sparisce.

La legislazione principale è il Tourism Offenses Act, 2003, che descrive un bambino come chiunque abbia meno di diciotto anni, anche se l’età legale per il consenso è di sedici anni.

La legge sul turismo significa che chiunque lavori nell’industria del turismo commette un crimine se offre favori sessuali ai clienti in cambio di denaro. La pena è la multa, la reclusione fino a un massimo di due anni e l’interdizione dal lavoro turistico per dieci anni. La legge afferma che gli operatori alberghieri possono incorrere in una multa e cinque anni di reclusione se autorizzano consapevolmente la prostituzione minorile nella loro proprietà.

MATRIMONIO E FGM

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In Gambia e in Tanzania, dall’estate del 2016, esiste una legge che vieta sia il matrimonio sia l’avere rapporti sessuali con bambine in età scolare (sotto i 18 anni) rendendo simili atti punibili, senza eccezioni, con il carcere: nel primo paese la condanna è a 20 anni, nel secondo 30.

Per garantire l’osservanza della norma, che va finalmente a tutelare il diritto delle bambine a crescere serene e istruite nella spensieratezza della loro età, le scuole di entrambi i Paesi hanno l’obbligo di informare i rispettivi governi sulle allieve che si sposano o che sono incinte. 

Per chi commette FGM – la Mutilazione dei Genitali Femminili che è in Gambia, dal dicembre 2015, fuori legge – la pena è la reclusione fino a tre anni e un’ammenda di 1200 euro. 

Il Gambia fa però parte delle nazioni di cui si stima che il 75-90% della popolazione femminile sopra i 15 anni abbia subito una  mutilazione genitale femminile.

Purtroppo nei paesi rurali tali pratiche sono difficili da estirpare. Tuttavia si è notato un grande cambiamento nella nuova generazione, unica speranza di cambiamento.

UNA NOTA DI SPERANZA

La storia di Musu Bakoto Sawo: da bambina ha subito mutilazioni genitali femminili ed è stata data in moglie all’età di 14 anni, a 21 anni quando è rimasta vedova e non ha ereditato nulla, l’istruzione era l’unica ragione per cui diceva di poter prosperare e grazie ad aiuti di varie ONG riesciù a laurearsi in legge.

Oggi insegna legge all’Università del Gambia. Ha fondato l’organizzazione senza scopo di lucro: Think Young Women. Questa promuove la partecipazione di donne e ragazze nella società. Parte del suo lavoro è porre fine alla violenza contro le ragazze e le donne, compresi i matrimoni precoci e le mutilazioni genitali femminili.

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