Loujain Al-Hathloul

GLI ARRESTI E LE ACCUSE

E’ il 1º dicembre 2014  quando viene  arrestata e detenuta per 73 giorni per tentato di attraversare con la sua auto il confine dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Arabia Saudita.

L’accusa: gesto di sfida del divieto di guida femminile nel regno.

Novembre 2015:  si  candida alle elezioni -dopo la concessione del diritto di voto femminile da parte della monarchia saudita- il suo nome tuttavia non appare nelle liste, nonostante l’ ufficialità della sua candidatura.

Il 4 giugno 2017 viene arrestata per la seconda volta all’Aeroporto Internazionale di Dammam-Re Fahd altra detenzione. 

L’accusa:  non è chiara e non le è stato concesso di farsi assistere da un avvocato o di avere un contatto con la sua famiglia

2018: viene arrestata per aver violato delle norme sulla “sicurezza nazionale”.

L’accusa: avrebbe passato informazioni a Paesi nemici dell’Arabia Saudita e parlato con giornalisti e diplomatici, candidandosi per un impiego presso le Nazioni Unite.

In quello stesso periodo stava portando avanti una  campagna per la sensibilizzazione sulle condizioni delle donne in Arabia Saudita in merito alla “LEGGE DEL TUTORE”

LOUJAIN È A CASA!!!

Loujain è stata rilasciata l’11/02/2021 dopo quasi tre anni di detenzione:

  • è soggetta a divieto di viaggio per i prossimi 5 anni ,
  • le è stato vietato di parlare con i media 
  • con  un impegno di al-Hathloul a “non commettere altri crimini per altri tre anni”.

Per vedere il filmato sottotitolato in Italiano basta andare sulla rotella impostazioni , sottotitoli, traduzione automatica e scegliere poi la lingua che si preferisce.

LA LEGGE DEL TUTORE

In Arabia Saudita una donna non può sposarsi o viaggiare all’estero senza il permesso di un uomo che la fa da tutore.

Per le donne è ancora necessario chiedere il permesso per lavorare e accedere all’assistenza sanitaria un permesso che dura tutta la vita, visto che la legge saudita considera le donne come i minori. 

Solitamente i tutori sono i mariti o  i padri, i fratelli e addirittura i figli che  possono controllare la vita delle donne.

Sotto un corto di Human Rights Watch nato per sensibilizzare questo argomento.

TORTURE

I funzionari negano che sia stata maltrattata con una serie di affermazioni:

  • Mancanza di prove  -una corte d’appello saudita ha  respinto le accuse di tortura all’inizio di questa settimana.
  • Il governo saudita afferma che le donne detenute godono e hanno goduto di tutti i diritti loro garantiti dalla legge saudita.

La famiglia e le organizzazioni per i diritti umani affermano che Loujain sia stata tenuta in isolamento, senza accesso alla sua famiglia ne al suo avvocato, per i primi tre mesi della prigionia. Inoltre hanno riferito di accuse secondo le quali durante gli interrogatori Loujain sia stata torturata insieme ad almeno altre tre donne, anche con scosse elettriche e frustate, e regolarmente molestate sessualmente.

Il fratello dichiara in un’intervista alla BBC che sua sorella era così traumatizzata da quello che le era successo che voleva rimanere in prigione, per paura di come la reputazione era stata ingiustamente macchiata durante la sua assenza e afferma che in seguito al suo arresto venne  portata in una struttura di detenzione segreta vicino alla prigione di massima sicurezza di Dhahban a Gedda e da lì in un seminterrato e sottoposta a waterboarding ed elettrocuzione, riconoscendo in Saud al-Qahtani, uno stretto confidente del principe ereditario saudita, l’uomo che ha supervisionato la sua tortura.

APPROFONDIMENTO

Saud al-Qahtani

Non ci sono stati commenti immediati sull’accusa di Qahtani

È stato, in seguito, licenziato come consigliere del principe ereditario dopo essere stato accusato di aver supervisionato da Riyadh la squadra di agenti che ha ucciso il giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi all’interno del consolato saudita a Istanbul nell’ottobre 2018. I pubblici ministeri sauditi lo hanno indagato in relazione all’omicidio, ma non è stato accusato di alcun reato.


E’ stato difficile scrivere questo articolo senza portare la nostra voce, che ad ogni parola, anzi lettera, digitata in tastiera cercava di uscire e contrapporsi ai fatti.
La legge che accompagna tutta la vita le donne saudite ci lascia esterrefatte: avere un tutore che può cambiare nel tempo purché sia portatore di pene è disarmante.
Abbiamo fatto del nostro meglio per rimanere imparziali e darvi un resoconto dei fatti, ma in questo piccolo trafiletto, voluto dall’autrice, gridiamo tutta la nostra rabbia e lanciamo il nostro # più forte che mai: #ADAMOFOTTITI
-MN-

Questo articolo ha 3 commenti.

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